Deborah Ciolli “ STORIE DI ARGILLA”

Nata a Firenze nel 1968, dopo studi scientifici comincia a dedicarsi alla ceramica frequentando l’Atelier di Monica Borca e il Laboratorio Ardesia di Certaldo. Nel 1996 decide quindi di aprire un suo laboratorio dove realizza sculture e pannelli in terra refrattaria decorati con cristalline e con una particolare craquelure di sua invenzione ottenuta attraverso una combinazione in terza cottura di cobalto e rame. L’attenzione per la storia e la tradizione la inducono ad adoperare nelle sue opere le terre tenere toscane, come ad esempio il galestro.
Negli anni ha realizzato numerose mostre personali e collettive ed installazioni di Land art in Italia.
Dal 2010 le sue opere sono presenti al museo Majolika di Karlsruhe (Germania) ed in numerose collezioni in Italia e all’estero. Nel 2014 le sue opere “La Poetessa” e il “Principe Ranocchio” sono state adoperate come copertine rispettivamente per la raccolta di poesie di Rossana Pavone e per una partitura dell’opera lirica “Il principe ranocchio politicamente scorretto” del maestro Floriano D’Auria. Nel 2012 ha realizzato a Piombino l’opera “Alberi Marini” installata nel parco Orto dei frati e il Murales per la sala di lettura dei ragazzi della biblioteca civica Falesiana e, sempre nello stesso anno, ha creato i premi per il campionato europeo di nuoto in acque libere che si erano svolti nella città toscana.


Dal 2008 collabora come assistente tecnico con la scuola superiore I.P.C. Ceccarelli al progetto “Arte come integrazione” che, attraverso la lavorazione della ceramica, ha come scopo l’integrazione dei diversamente abili con i normodotati. Nel 2012 inizia una serie di corsi di ceramica creativa nel suo laboratorio in collaborazione con l’Associazione “Sempre Donna” che opera nel settore dell’aiuto dei malati oncologici e con la dottoressa Vatteroni psicoterapeuta per il sostegno psicologico delle persone affette da malattia oncologica e per i loro familiari. Partecipa inoltre, con alcune sue sculture a cui sono dedicate poesie e racconti di due scrittrici, all’incontro dell’8 Marzo sulla donna nell’arte, organizzato dall’Assessorato Pari Opportunità e dalla Biblioteca Comunale di Piombino. Sempre nello stesso anno realizza la scultura “La Donna fiorita”, utilizzata come simbolo per il primo convegno per la ricostruzione del seno post operazione oncologica, in seguito adottata come simbolo da “Sempre Donna”, associazione delle donne operate al seno della val di Cornia. Nel 2016 realizza sedute ed un murales per il giardino comunale della casa delle Bifore a Piombino in collaborazione con gli studenti della scuola superiore Einaudi Ceccherelli.


Le sue sculture in ceramica ispirate alla campagna toscana ed ai colori forti del Mediterraneo utilizzano forme che rievocano l’antica Mesopotamia. I colori prevalenti delle sue opere opere, ovvero il giallo ocra, il turchese e il blu, sono i colori che usavano gli assiro-babilonesi. Anche le ricette, con piccole variazioni, si ispirano ad un’antica tradizione, quella del mediterraneo: rame, cobalto e ossido di ferro.
Per le sue creazioni trae ispirazione dalla vita quotidiana: amici, conoscenti, e libri che legge.
Fra i suoi soggetti più famosi figurano gli omini volanti, i cuori, i pesci e gli animali, le composizioni su legno. Un’arte in continua evoluzione e aperta a molti spunti.
Le sue opere, tutti pezzi unici realizzati a mano, rappresentano un’umanità gioiosa ed in armonia con l’ambiente circostante. Donano allegria e serenità, raccontando storie fantastiche e divertenti.

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